La privatizzazione dell’Acea non è una vicenda locale. Le utility comunali del Nord-Ovest cercano di fondersi in un’azienda più grande e puntano ad allargarsi al Veneto e all’Emilia. L’azienda domina il centro e punta al Sud. Il sindaco vuole venderla da due anni nonostante il referendum. Ma è sempre più solo: litiga con i cittadini, con la sua stessa maggioranza e con i potenziali alleati. Oggi vertice decisivo in Campidoglio.
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Eppur ci siamo, dopo il fax dei liquidatori settimana decisiva per il manifesto
Per il manifesto è iniziata un’altra settimana di passione. Venerdì prossimo (salvo sorprese) dovrebbe tenersi il primo incontro formale con la troika di commissari liquidatori dopo il fax di «cessazione attività» che ci è arrivato all’improvviso l’11 maggio. E domenica 20 a Bologna – in una sede ancora da definire – andremo all’incontro nazionale organizzato dai nostri circoli.
Editoria, la riforma per decreto
Alla vigilia del voto tecnici e populisti perdono la bussola
Le urne per le elezioni amministrative si aprono, oggettivamente, in un paese allo sbando. Tra un governo non eletto e sempre più impopolare e partiti che non ispirano fiducia nemmeno ai propri iscritti , i quattro anni di crisi durissima che abbiamo alle spalle rischiano di sembrare una passeggiata.
Il Pdl di «lotta» avverte il governo Monti
Berlusconi e il Pdl sono prigionieri di questa maggioranza e di questo governo, l’unico senza propri ministri che nella loro lunga storia non hanno (finora) tacciato di essere comunista, ladro o illegittimo. Ma a giudicare da come stanno andando le cose (male), anche questa anomalia del rispetto delle forme istituzionali è prossima alla scomparsa.
Nomine Agcom, la madre di tutte le battaglie
La partita sulle nuove nomine per l’Agcom (la delicatissima autorità di controllo sulle telecomunicazioni) è forse la più violenta tra le tante che sottotraccia governo e parlamento, ma anche i partiti di maggioranza tra loro, si scambiano da giorni.
il manifesto è una storia d’amore
Aside
Buon compleanno giovane manifesto
Aside
Buon compleanno, giovane manifesto. La «liquidazione» non è un pranzo di gala, un ricamo o una festa letteraria… Il momento in cui si tira il bilancio finanziario della nostra storia è anche quello che disegna il suo futuro.
Il primo anniversario con l’incubo del fallimento non cancella la lunga «storia d’amore» del giornale e dei suoi lettori. Le copie in edicola sono aumentate del 15% e gli abbonamenti del 35%. Ma la nostra crisi resta: o è un nuovo inizio o sarà definitiva.
A ben vedere oggi non è il quarantunesimo compleanno del manifesto ma il primo.
Aiuto, è scomparsa la “fase due”. Via al Def scritto sulla sabbia
Il parlamento approva il documento economico finanziario (Def) varato dal governo. Pd, Pdl e Udc vanno avanti con le mani legate rispetto alle scelte europee e Monti sta ancora cercando la sua «fase due» dedicata alla crescita (la misteriosa scomparsa della «fase due» dopo i tagli sociali è una costante della politica italiana, ndr).
Presentando il Def alla camera, Amedeo Ciccanti dell’Udc alza le mani: «Il vincolo europeo è chiaro, non ci sono deroghe né scorciatoie, soprattutto per l’Italia con il suo rilevante debito pubblico». Il quasi pareggio di bilancio nel 2013 non è dunque in discussione. Ma la maggioranza concorda una mozione che tra molta aria fritta prova almeno ad appropriarsi di 8-9 miliardi da puntare sulla «crescita». Nel testo «Abc» si dice che le tasse si potranno abbassare con il recupero dell’evasione fiscale (lo hanno promesso tutti i governi da decenni), che gli investimenti si potranno fare con i «project bond» e gli «eurobond» e che il debito va abbassato con le «dismissioni del patrimonio pubblico» (quale?). Che si tratti di parole al vento lo dice perfino il partito di maggioranza relativa.
I gattopardi da camera e la legge elettorale
Nella politica italiana non c’è sport più in voga del gioco del cerino. Prendiamo due temi molto tecnici e molto politici che stanno a cuore a tutti gli umili cittadini: la riforma elettorale e il finanziamento ai partiti.
In entrambi i casi, da anni e decenni, tutte o quasi le varie forze politiche innescano un gioco al rialzo, un paso doble, un coro di dichiarazioni fatto di punto e contrappunto che alla fine lasciano tutto come prima. L’autoriforma della politica è il trionfo dei gattopardi da Transatlantico. Leggi tutto
