In Germania si dimette il presidente pro-guerra

Germania sotto shock per le dimissioni con effetto immediato del presidente della Repubblica federale Horst Koehler.

Il capo dello stato, che recentemente si era recato con la moglie in visita alle truppe tedesche dispiegate in Afghanistan, è stato tempestato di critiche per aver difeso la guerra della Nato e la partecipazione dei soldati tedeschi in missioni all’estero collegandole al sostegno degli interessi economici della Germania.

Roy Lichtestein, Whaam!, 1963, Tate Gallery London

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Berlusconi regala lacrime e sangue

Dopo un’ultima, ennesima limatura notturna tra palazzo Chigi e Quirinale che aggrava fino al limite dell’incidente istituzionale le gaffe accumulate dal governo in una settimana, Giorgio Napolitano ha firmato il decreto legge che vara la manovra «lacrime e sangue» da 25 miliardi di due anni.

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Marco Bascetta: si può criticare Saviano?

Il libro di Alessandro Dal Lago pubblicato da manifestolibri di critica a Roberto Saviano, Eroi di carta, ha innescato una serie di polemiche furiose tanto a destra (la finiana Farefuturo) quanto a sinistra (Flores D’Arcais su Micromega e Sofri su Repubblica).

Il dibattito è aperto. Qui sotto una replica alle critiche del direttore di manifestolibri Marco Bascetta.

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Berlusconi fugge, Napolitano decide

È una situazione «ai limiti estremi del quadro costituzionale». Pierluigi Bersani torna dalla Cina e lancia l’allarme rosso sulla manovra. «E’ il frutto amaro e ingiusto di due anni di bugie e menzogne, di una politica economica dissennata – attacca il segretario del Pd – stiamo assistendo a uno spettacolo inverecondo, non si sa bene cosa il consiglio dei ministri abbia approvato».

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Raitre, Ruffini fu epurato

Paolo Ruffini fu allontanato dalla direzione di Raitre solo per motivi politici, un’epurazione decisa da Silvio Berlusconi attuata dal fedele dg Mauro Masi. Un licenziamento illegittimo per cui Ruffini va reintegrato o gli va affidata una «mansione equivalente». Da ieri quello che i corridoi di Montecitorio e viale Mazzini sapevano con certezza è diventato un’ordinanza esecutiva della giudice Eliana Pacia, della terza sezione civile del tribunale del lavoro di Roma, che ha accolto tutte le tesi del legale di Ruffini Domenico D’Amati.

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Silvio e Giulio alle grandi manovre

A palazzo Chigi va in onda una scena che ha del surreale. Berlusconi e Tremonti incontrano i giornalisti per spiegare una manovra da «lacrime e sangue», scritta essenzialmente sotto dettatura europea, che capovolge completamente la politica economica seguita dal centrodestra negli ultimi quindici anni.

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L’annozero di Santoro

«In questa situazione non ha alcun senso continuare a immaginare cambiamenti il cui scopo fondamentale era solo porre fine a una vertenza giudiziaria e progettare nuovi format nell’interesse della Rai e del pubblico». Michele Santoro sbotta, l’accordo per un addio pacifico da Raidue è ormai a un passo dal saltare.

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Storie di gladiatori

Due ragazzi sulla trentina seduti a un tavolino. Ora di pranzo, tè freddo, bambini che escono da scuola.

Ragazzo tatuato 1: “Aho, l’altro giorno stavo a lavora’ e ariva quello che je piace fasse sculaccia’, lo conosci?”

Ragazzo tatuato 2: “No”

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Dov’è il tesoro?

Oh marinaio che stanotte
porti in porto la mia nave
tu che stringi e sciogli i nodi con facilità
sarebbe bello senza reti dimenticare il tempo
ma se ne va questo momento, dai, non partire…
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Basta “Minzulpop”

Un tempo il suo cognome era sinonimo di un giornalismo spregiudicato, predatorio e irriverente verso la politica e la sua scena. Oggi Augusto Minzolini dirige un Tg1 mai così grossolano e schierato. Almeno così la pensa una conduttrice storica come Maria Luisa Busi che in video con lui ha deciso di non «metterci più la faccia», rinunciando alla conduzione del notiziario delle 20.

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