Editoria, la manovra cancella 92 giornali

Il 1 luglio in piazza per la libertà di informazione e la cultura contro tagli e bavagli. Ma nella manovra il governo cancella definitivamente 92 giornali nazionali e locali no profit, di partito e in cooperativa. Per il manifesto è l’ultima possibilità di (soprav)vivere.

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Cacofonia di ministri, il Pdl manovra sull’abisso

Improvvisamente nel governo o non parlano o straparlano. Appena tornato dal Canada Giulio Tremonti risponde stizzito a chi gli chiede lumi sulla manovra: «Io non parlo mai». Idem il leghista Roberto Maroni a chi lo stuzzica sul caso Brancher: «Non ho commenti da fare». C’è chi invece parla due volte ed è addirittura bifronte come Roberto Calderoli. Che intervistato da Corriere e Repubblica racconta in lungo e in largo perché il suo amico Brancher non ha ancora le deleghe da ministro. Però rivela solo al quotidiano di De Benedetti l’esistenza di misteriosi poteri forti di cui sarebbe «terminale ultimo» il Corriere della sera.

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Fini-Schifani, in Sicilia è guerra tra boss

«Schifani a Roma è la seconda carica dello stato. Qui nell’isola fa il capocorrente». Il re è nudo, denuncia Italo Bocchino, ieri a Palermo per consolidare il movimento finiano nel Pdl Sicilia. Alla vigilia della sentenza su Dell’Utri, il luogotenente del presidente della camera lancia una bordata al presidente di palazzo Madama leader riconosciuto della corrente «lealista» dell’isola insieme al ministro della giustizia Angelino Alfano.

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Berlusconi porta sfiga?

Risultati anni 2000 dell’Italia di calcio

Con Berlusconi:

 

Mondiali Giappone/Corea 2002 – Italia fuori agli ottavi

Europei Portogallo 2004 – Italia non supera il girone (biscottone Svezia-Danimarca)

Europei Svizzera 2008 – Italia fuori agli ottavi (perde ai rigori con la Spagna)

Mondiali Sudafrica 2010 – Italia non supera il girone (record storico)

Con il centrosinistra:

 

Europei Belgio-Olanda 2000 – Italia seconda (golden gol di Trezeguet)

Mondiali Germania 2006 – Italia campione del mondo

 

Vuoi vedere che Silvio…

Federalismo col morto, le regioni

Questa manovra «uccide le regioni ed è difficile fare il federalismo con il morto», spiega Nichi Vendola. In Puglia il bilancio, al netto della sanità, è pari a 1 miliardo di euro e i tagli sono di 378 milioni: «Potremo solo pagare gli stipendi ai dipendenti», aggiunge il governatore di Sinistra e libertà. Dopo il «prendere o lasciare» di Tremonti, i presidenti delle regioni italiane si sono riuniti e all’unanimità – inclusi dunque i leghisti Cota e Zaia – hanno deciso di restituire al governo centrale le deleghe ai servizi affidati loro dalla legge Bassanini nel 1997. Cosucce come trasporto pubblico locale, lavoro e formazione, polizia amministrativa, incentivi alle imprese, Protezione Civile, servizio maregrafico, demanio idrico, energia e miniere, invalidi civili, opere pubbliche, agricoltura, viabilità e ambiente.

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Il centralismo anti-democratico di Tremonti

Rottura totale tra governo e regioni sui tagli in finanziaria. «Non c’è nessuna alternativa, la manovra è necessaria: se non si fa si andrà al collasso». Giulio Tremonti non apre nessuno spiraglio alle amministrazioni locali disperate per la scure sui servizi decretata dal decreto di fine maggio. Peggio, più simile a un baro che a un prestigiatore, con una mano toglie l’80% dei fondi e con l’altra promette l’imminente rilancio «magnifico e progressivo» del federalismo fiscale. Un bluff su più tavoli che non smuove di una virgola tagli draconiani.

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Warlord Inc., gli Usa pagano il pizzo ai talebani

I rifornimenti americani per gli avamposti militari sparsi sulle montagne dell’Afghanistan sono garantiti da signori della guerra e talebani. Il Congresso Usa ha confermato i risultati di un’inchiesta del settimanale The Nation secondo la quale il più grande contratto per i servizi logistici a Kabul e dintorni – 2,16 miliardi di dollari – è stato appaltato a 8 società collegate ai ribelli. Il pizzo è così preciso che questo racket, secondo il deputato John Tierney (segretario della commissione di controllo del Congresso) “farebbe invidia a Tony Soprano”. Si stima che i guerriglieri siano foraggiati con 2 milioni di dollari a settimana pagati dal contribuente americano.

Insomma, tu mi paghi i rifornimenti di pallottole e io ti consento di spararmi. I pedaggi sono quasi codificati: 500$ per un camion da Kandahar a Herat (Est-Ovest), 50$ da Kabul a Ghazn. Ma la cifra se il periodo è particolarmente teso può salire fino a 1500$ a camion. “Ognuna delle 44 strade usate per i rifornimenti americani – denuncia il Congresso – è controllata da uno dei dieci signori della guerra”.

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Afghanistan, l’inchiesta che ha fatto infuriare Obama

L’inchiesta di Rolling Stone sul capo delle forze americane e Nato in Afghanistan Stanley McChrystal che sta terremotando Pentagono e Casa Bianca.

Un capolavoro di giornalismo.

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Testo integrale Fiat di Pomigliano: Dna antioperaio

“Forse c’è un Dna anche nelle aziende, una sorta di codice genetico che le spinge ad essere quello che sono state. Se fosse così, quello della Fiat sarebbe il Dna più organicamente repressivo e autoritario, un codice decisamente antioperaio. Un codice così strutturato che solo una straordinaria mobilitazione dei lavoratori, come è stato negli anni Settanta, e una straordinaria produzione culturale e politica delle loro organizzazioni possono piegare. Pomigliano è l’orribile assolutizzazione del suo codice autoritario di governo della produzione”.

Così Bertinotti sul manifesto del 20 giugno. In allegato qui sotto il testo dell’accordo Fiat-Cisl-Uil-Ugl a Pomigliano con tanto di allegati tecnici.

Adobe pdfPomigliano: Il testo integrale dell’accordo e gli allegati tecnici.

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