Rottura totale tra governo e regioni sui tagli in finanziaria. «Non c’è nessuna alternativa, la manovra è necessaria: se non si fa si andrà al collasso». Giulio Tremonti non apre nessuno spiraglio alle amministrazioni locali disperate per la scure sui servizi decretata dal decreto di fine maggio. Peggio, più simile a un baro che a un prestigiatore, con una mano toglie l’80% dei fondi e con l’altra promette l’imminente rilancio «magnifico e progressivo» del federalismo fiscale. Un bluff su più tavoli che non smuove di una virgola tagli draconiani.
Il centralismo anti-democratico di Tremonti
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