Questa manovra «uccide le regioni ed è difficile fare il federalismo con il morto», spiega Nichi Vendola. In Puglia il bilancio, al netto della sanità, è pari a 1 miliardo di euro e i tagli sono di 378 milioni: «Potremo solo pagare gli stipendi ai dipendenti», aggiunge il governatore di Sinistra e libertà. Dopo il «prendere o lasciare» di Tremonti, i presidenti delle regioni italiane si sono riuniti e all’unanimità – inclusi dunque i leghisti Cota e Zaia – hanno deciso di restituire al governo centrale le deleghe ai servizi affidati loro dalla legge Bassanini nel 1997. Cosucce come trasporto pubblico locale, lavoro e formazione, polizia amministrativa, incentivi alle imprese, Protezione Civile, servizio maregrafico, demanio idrico, energia e miniere, invalidi civili, opere pubbliche, agricoltura, viabilità e ambiente.
«Tutto questo perché – sintetizza il presidente dei presidenti Vasco Errani – l’insieme di queste competenze vale oltre 3 miliardi di euro mentre il taglio previsto nel 2011 è di oltre 4 miliardi».
Affama la bestia è un antico motto liberista. E Tremonti l’ha sposato alla lettera nella sua manovra di riduzione del «perimetro della spesa pubblica». Una scure che si è abbattuta sugli enti locali senza alcuna pietà né distinzione. Da Formigoni (Lombardia) a Iorio (Molise) da Polverini (Lazio) a Rossi (Toscana), tutti d’accordo: così non si va avanti. Anche perché a cascata i tagli regionali si ripercuoteranno sui servizi dei comuni e delle province. Per questo Errani è sicuro di concordare una piattaforma contro i tagli comune a tutte le amministrazioni locali. l’Anci di Sergio Chiamparino risponde subito positivamente.
Cadere nel divide et impera tremontiano sarebbe un errore esiziale per tutti. «Prima vengono i cittadini, poi la politica», chiosa il berlusconiano sardo Cappellacci. Mentre il calabrese Scopelliti fa notare come «la posizione ferma del ministro Tremonti non aiuta di certo il dialogo».
Nella prossima conferenza straordinaria stato-regioni si consegneranno le deleghe allo stato e si cercherà di capire cosa è rimasto dei fondi Fas (per le aree sottoutilizzate) dopo gli innumerevoli prelievi da parte del governo. «Chiederemo un incontro a Berlusconi e ai presidenti di camera e senato – aggiunge Formigoni – e porteremo una doverosa informazione al presidente della Repubblica». I governatori sfidano Tremonti a varare una commissione mista che verifichi i costi di tutte le pubbliche amministrazioni e individui gli sprechi.
A un grido di dolore così grave e unanime rispondono solo Pd, Idv e Cgil. La manovra in senato procede a rilento. E il sospetto delle opposizioni è che Tremonti conceda tempo solo per varare in proprio un maxiemendamento da blindare prima al senato e poi alla camera (con la fiducia, visto che il decreto scade il 30 luglio). Martedì il relatore, Antonio Azzollini, scoprirà finalmente qualche carta presentando gli emendamenti di tutta la maggioranza.
(da www.ilmanifesto.it – uscisto sul manifesto del 25 giugno 2010)