Rassegna stampa pidiellina. Al napalm

NAPALM/1
Panorama: i pm di Perugia indagano Elisabetta Tulliani (su denuncia del bancarottiere Gaucci
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La fonte è doppiamente sospetta. Secondo Panorama (edizioni Mondadori) i pm di Perugia hanno aperto un fascicolo sul patrimonio di Elisabetta Tulliani, la compagna del presidente della camera Fini. Il fascicolo è il «modello 45», quello per dir così preliminarissimo. Fonte della denuncia è Luciano Gaucci, patron del Perugia ed ex compagno di Tulliani, che sostiene che molti dei beni appartenenti alla ex compagna le furono «intestati fiduciariamente». Gaucci chiede ai pm di dimostrare le origini della «ricchezza» della sua ex amata. Il settimanale inoltre approfondisce l’inchiesta del Giornale (famiglia Berlusconi) sulle società off shore alla base della vicenda della casa di Montecarlo affittata dal fratello di Elisabetta Tulliani.

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Le contromosse di Fini

Andare avanti «per gradi» e «niente alibi» a chi vuole rompere la maggioranza e andare al voto subito. Anche assediato nel bunker di Ansedonia, Gianfranco Fini tiene quotidianamente i contatti telefonici con i fidatissimi sparsi in vacanza in tutta Europa, dalla Spagna alla Turchia. Al vertice del Pdl di domani risponderà con un contro-vertice da convocare a Roma alla fine della settimana prossima con tutti i suoi parlamentari.

Il primo appuntamento vero per discutere dal vivo il da farsi, per rassicurare sull’«affaire Montecarlo» e, soprattutto, per dare la rotta su quella che – salvo sorprese – dovrebbe essere la prima uscita pubblica di Fini dopo l’uscita dal Pdl e quello che ne è conseguito, ovvero la festa di Mirabello del 5 settembre.

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Il mezzogiorno di fuoco del Pdl

Ormai manca «solo il napalm». La sintesi di Margherita Boniver sullo stato del centrodestra basta da sola a descrivere la vigilia del vertice del partito che Berlusconi ha convocato a Roma. Oggi a mezzogiorno, a palazzo Grazioli, una quindicina di persone proveranno a decidere le sorti della legislatura. Oltre a Berlusconi e Gianni Letta, i triumviri, capigruppo parlamentari e vice anche alcuni dirigenti selezionati. Sicuramente Ghedini, Alfano, Alemanno e Matteoli.

Un appuntamento delicato al massimo. Il giocattolo berlusconiano è a pezzi. Con il premier ormai preso tra mille fuochi. Ai soliti «finiani» si sono aggiunti i movimenti dei cattolici di tutti i partiti  e i «falchi» di ogni grado e origine che dalla tregua hanno solo da perdere.

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