Ciarrapico shock: finiani rinnegati ebrei

Giuseppe Ciarrapico interviene nell’aula del senato e attacca i finiani definendoli apertamente rinnegati ebrei: “Fini ha già ordinato le kippah con cui si presenterà alle elezioni?”. Ecco, stenografate in diretta, le parole testuali del senatore ciociaro del Pdl.

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Il discorso integrale di Bersani alla camera

di Pier Luigi Bersani

Signor Presidente del Consiglio,

è la seconda volta in ventotto mesi che lei interviene alla Camera. La prima volta fu per l’insediamento, e concluse allora il suo discorso con uno squillante «viva il Parlamento». Da allora, qui, non l’abbiamo più sentita, ci ha mandato 36 voti di fiducia e 54 decreti. Abbiamo vissuto in questi due anni l’epoca gloriosa del ghe pensi mi, con risultati che sono sotto gli occhi.

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Il discorso integrale di Di Pietro alla Camera

Ecco il resoconto stenografico integrale dell’intervento di Antonio Di Pietro fornito dalla Camera dei deputati. Imperdibile.

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Guido Viale: i veri perché dello scandalo rifiuti

Rifiuti e differenziata, i perché del disastro
di Guido Viale

«Se teniamo al 40 per cento la soglia da raggiungere per la differenziata, la termovalorizzazione non la faremo mai… Quindi se è vostra intenzione, maggioranza e opposizione, dovete abbassare la quota della differenziata». Così, secondo Repubblica del 23 settembre, l’intercettazione di una telefonata tra il ras dei rifiuti dell’Abruzzo Rodolfo Di Zio e l’Assessore regionale all’ambiente, entrambi arrestati ed entrambi in combutta tanto con maggioranza che con l’opposizione della Regione, nonché con la società lombarda Ecodeco – ma anche con il comitato anti-discariche – per costruire nella regione uno o due inceneritori e garantirsi un quantitativo di rifiuti da bruciare sufficiente ad alimentarli.

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Fini esulta e lancia il suo “nuovo” partito

Alla fine della resa dei conti, nella maggioranza hanno vinto i finiani e perso i berlusconiani. «Senza Futuro e libertà il governo non esiste», esulta Carmelo Briguglio dopo il voto di fiducia.

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Berlusconi usa il «Piano casa» per un’altra villa

di Costantino Cossu

CAGLIARI – Nelle more della battaglia politica e coi vantaggi che dal suo ruolo pubblico ricava, Silvio Berlusconi si fa gli affari suoi. Il presidente del consiglio si costruisce una nuova villa da favola in Costa Smeralda, a Porto Rotondo, a poche centinaia di metri dal famigerato buen retiro di Villa Certosa. E lo fa ampliando un immobile che, stando ai vincoli imposti a suo tempo dall’ex governatore Soru, avrebbe potuto essere soltanto ristrutturato, senza aumenti di cubatura.

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E se i 5 punti fossero questi?

di Mattia toaldo

da: Italia 2013

Il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi si appresta a spiegare il suo programma in 5 punti con il quale intende rilanciare l’azione di governo. Noi di Italia2013 abbiamo provato a fare un gioco, abbastanza serio: immaginare cosa potrebbe dire un ipotetico Presidente del consiglio di centrosinistra se fosse al posto del leader del Pdl. Per comodità, abbiamo organizzato le nostre proposte in altrettanti 5 punti.

Lasciamo ora la parola al nostro Presidente del consiglio immaginario.

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Fiducia a Silvio, Fli fa flop

Berlusconi porta a termine la campagna acquisti in parlamento e mette Fini nell’angolo con il voto di fiducia. Bocchino depone le armi e promette la resa «purché il premier non voglia stravincere». Oggi il discorso alle camere con l’incognita della giustizia. Altro che 316 voti, oggi Berlusconi sulla carta potrebbe arrivare perfino a quota 351 deputati.

L’ultimo vertice a palazzo Grazioli del Pdl ha sciolto anche gli ultimi dubbi: dopo il discorso del premier il governo chiederà la fiducia alle camere. Italo Bocchino, il capogruppo alla camera, l’uomo che si è più distinto negli attacchi a Berlusconi fino a dipingerlo come lo stratega della distruzione di Fini capitola senza che si spari un colpo: Fli è pronto a votarla. «Per noi è positivo il ricorso alla fiducia, perché rende il passaggio parlamentare più chiaro, così come lo stesso Fini aveva chiesto». Certo, il voto non è scontato perché – confessa Bocchino – «dipenderà da toni e contenuti delle sue parole in aula». La voce davvero sepolcrale e chiaramente imbarazzata con cui perfino i falchi «finiani» si preparano alla giornata di oggi andrebbe registrata. «Certo che votiamo la fiducia. A meno che…». A meno che? «A meno che Berlusconi non voglia stravincere».

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Pd e finiani murano Berlusconi sulla giustizia

Quali sono i punti deboli di Berlusconi? Battute e cattivi pensieri a parte, si chiamano Lega e processi. Inevitabile per le opposizioni (finiani inclusi) infilare il dito nella piaga e murarne le eventuale sortite.

Il Pd batte un colpo e coglie al volo l’ennesimo scivolone di Bossi su Roma e i romani. Dopo un consulto tra Bersani e i due capigruppo Franceschini e Finocchiaro, i democratici annunciano una mozione di sfiducia contro il ministro e leader della Lega. «L’aula e ogni singolo parlamentare di maggioranza e di opposizione – afferma Franceschini – dovranno pronunciarsi individualmente con appello nominale sulla conciliabilità delle parole di Bossi e il suo ruolo di ministro».

E’ una buccia di banana sul cammino del governo che si voterà, semmai, sicuramente dopo lo show-down di domani. Ma è una mossa che viste le difficoltà degli ex An del Pdl sulla difesa di «Roma ladrona» e l’allarme dei vari peones sudisti potrebbe rappresentare un inciampo nella continuazione della manfrina nella maggioranza. La sfiducia del Pd, non a caso, arriva dopo l’affondo di Luca Cordero di Montezemolo contro il Carroccio e l’allarme della Confindustria sulla tenuta del governo. Per Berlusconi continuare a tenere tutto insieme è sempre più difficile.

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Pdl, lo spirito santo vola tra i falchi

Ventiquattrore in cui può ancora succedere di tutto. Berlusconi non ha ancora deciso cosa dire domani alla camera. Certo, i suoi giurano un discorso «alto» sui problemi del paese. Ma altri, altrettanto informati, assicurano che il premier in privato non si trattenga proprio dal voler rispondere per le rime alle ultime dichiarazioni del suo ex numero 2 in lista.

Al di là dei voti che il governo raccoglierà in aula, il nodo per Berlusconi è tutto qui. Sul piano mediatico è come uscire vincitore dalla guerra con Fini senza bruciare altri consensi. Sul piano politico invece è salvarsi dai processi nel momento in cui non dovrebbe più essere premier o protetto dallo scudo del legittimo impedimento. Discorso incendiario o da «statista»? Nel Pdl ormai è una cacofonia totale. E anche sul voto non c’è ancora una strategia. La rotta, molto probabilmente, sarà fissata soltanto oggi nell’ennesimo vertice a palazzo Grazioli con i vertici del partito.

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