Il leader di Sel non sale sul predellino del “nuovo Pd” e risponde all’ex dalemiano Latorre: “Il nuovo centrosinistra costruiamolo insieme. Ma con le primarie”. Nichi Vendola è a Roma per firmare due intese con il governo decisive per la Puglia: quella a lungo attesa per il piano di rientro dal buco sanitario e quella che mira ad attenuare l’emergenza per i rifiuti campani. Inevitabile però parlare della «babele» scoppiata nel Pd e che lo tira in ballo direttamente.
Il senatore Latorre sul Corriere della sera ti invita a diventare «socio fondatore» di un nuovo Pd. Che fai, ricominci con una «rifondazione»?
Innanzitutto apprezzo di Latorre il garbo e il rispetto verso gli interlocutori. E’ una clausola di stile che per me ha un significato politico. Nelle sue parole c’è la proposta di un’interlocuzione vera. Che parte dall’ammissione molto significativa di quella che io chiamo «l’incerta natura» del Pd. Latorre pone un problema e lo fa con coraggio. Personalmente mi piacerebbe molto diventare socio fondatore di un nuovo centrosinistra, in cui tutte le forze siano in grado di ristrutturarsi e di innovarsi profondamente anche dal punto di vista culturale.






