Nel Pdl strategia mediatica, politica e legale sono tutt’uno ma pesano l’incognita dei cattolici e il via al federalismo. Il centrodestra insiste: padroni a casa propria, contro il premier «un blitz militare di giudici politicizzati». Domani nasce la «terza gamba» della maggioranza ma «terzo polo» e Pd sperano nel soccorso cattolico. Occhi puntati su Oltretevere e le note di «Avvenire». Intanto il Carroccio fa carte false per il fisco municipale.
La nebbia di guerra che circonda i palazzi romani è alimentata dalle cortine fumogene del premier e dei suoi pretoriani sulle presunte «fidanzate» di Berlusconi e il «blitz militare» delle toghe contro l’eletto dal popolo. Anche se nel Pdl i toni sono quelli di sempre, l’imbarazzo è reale.
Arrivati a questo punto, la vita di chiunque militi nel centrodestra è appesa alle decisioni di Silvio Berlusconi e dei suoi avvocati. Regia mediatica, politica e legale sono ormai un tutt’uno. Un nodo inscindibile che rende singoli «peones», dirigenti e ministri completamente all’oscuro di cosa bolla davvero in pentola tra un brain storming e l’altro degli avvocati di Arcore.

