Editoria, il vuoto pneumatico della Fieg

La percezione del disastro c’è, le idee su come uscirne sono poche e datate. La riunione annuale presso la Fieg dell’intera filiera industriale della carta – dalle macchine alla cartotecnica fino ai centri stampa e all’informazione su quotidiani e periodici – svela un ritardo clamoroso che rischia di cancellare un comparto industriale storico e di tutto rispetto. Carta, macchinari, imballaggi e stampa di ogni tipo coprono una filiera da 860mila addetti (il 5,1% dei lavoratori totali, un livello di occupazione paragonabile a quella dell’auto), che nel 2010 ha fatturato 36,2 miliardi di euro (+3,3% rispetto al 2009).

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Casarini a Vendola: è questa la nuova narrazione?

di Luca Casarini

L’uscita con cui Nichi Vendola ipotizza forma e conduzione di quella che viene definita «alleanza democratica» contro Berlusconi mi trova in profondo disaccordo.

Voglio comunicarne le ragioni per tentare di aprire un dibattito politico vero non solo con Nichi, ma anche con coloro che guardano queste cose in maniera diversa: quelli che stanno dentro i partiti della sinistra, o li votano, ma percepiscono tutti i limiti che essi incarnano e quelli che ne stanno fuori, convinti che il cambiamento passi solo attraverso un rifiuto della rappresentanza. Questi due modi di vedere il problema, quello critico e quello antagonistico, li considero fondamentali entrambi per ogni processo costituente che provi ad affrontare seriamente il nodo dell’alternativa in questo paese.

Beninteso, con tutta l’umiltà e la profonda amicizia per Nichi, che chi scrive segue con attenzione perché nel desolante panorama della sinistra italiana, di certo non c’è stato nient’altro, oltre ai movimenti che si autorappresentano, di così interessante come il percorso descritto dalle sue «fabbriche» e dall’idea di «nuova narrazione» sottintesa anche dalla grande richiesta delle primarie.

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Berlusconi, sfascista per sempre

Fini perde altri due deputati. La maggioranza sale a quota 320 e il premier scatenato vuole imbavagliare pure la Consulta. Ormai non si può più fermare. Come i ciclisti, se sta fermo cade. Il premier scatenato ritira fuori dagli armadi tutte le idee sparse sulla giustizia negli ultimi diciassette anni.

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Dacci oggi il nostro processo quotidiano (19/2)

Pezzi dalle procure del Fatto quotidiano del 19/2/2011

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Dopo lo “spariglio”, Vendola ricarica le primarie

«Hai visto, abbiamo fatto saltare l’operazione Mario Monti», gongolano nel quartiere generale di Sinistra e libertà. Secondo Vendola e i suoi, lo «spariglio» nel centrosinistra è riuscito.

La «santa alleanza» Pd-Fini-Casini a guida moderata (dal presidente della Bocconi, appunto) per ora sembra scongiurata. In più, almeno secondo il presidente pugliese, il «siluro Bindi» ha rotto la complessa tela che Massimo D’Alema tesseva da mesi (e tesse ancora) con il «terzo polo». Un dalemone che secondo alcuni si è spinto fino a un «patto» con Fini su una riforma costituzionale semipresidenzialista sul modello francese.

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Vendola, Fini, Bindi e l’alleanza nazionale

Svolta frontista, Vendola accoglie i finiani nella coalizione anti-Berlusconi e candida Bindi premier: no a Montezemolo o Monti. Ma l’ennesima «mossa del cavallo» non convince la base e lascia gelido il Pd.

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Berlusconi alla guerra del Corriere e di Sky

Lo sfascio velenoso di un governo si giudica anche dai «particolari». Come sempre a ogni passaggio di legislatura le scosse politiche più forti si avvertono nella Rai e, più sottilmente, negli equilibri di potere dentro e attorno al «Corriere della sera». Oggi si riunirà a Milano il patto di sindacato che controlla e protegge il «corrierone» dalle incursioni dei barbari estranei al salotto buono. Un appuntamento decisivo dopo la dichiarazione di guerra a Cesare Geronzi lanciata da Diego Della Valle in molteplici interviste (l’ultima a Gad Lerner lunedì).

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Sinistra in tilt: Bersani leghista, Vendola finiano

Il Pd cerca Bossi sul federalismo e Sel apre alla «santa alleanza». Se la strategia nella guerra a Berlusconi la dettano a Milano è ovvio che a Roma ci si diletti con la tattica. Il cronometro della crisi si avvicina ai secondi finali e come da copione tutte le contraddizioni delle opposizioni esplodono sul da farsi. La lettura «emergenziale» e non ragionata della crisi berlusconiana comporta soluzioni tanto spregiudicate quanto incoerenti.

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Referendum, a Berlino 98% di sì all’acqua pubblica

Clamoroso successo al referendum di Berlino. Snobbato da media e partiti. Vince l’acqua pubblica. Per la prima volta, un referendum locale a Berlino raggiunge il quorum. E stravolge le previsioni della vigilia: dovranno essere pubblicati tutti gli accordi stipulati con le multinazionali Veolia e Rwe, soci al 49% dell’azienda idrica. A sostenerla solo i Verdi. Si apre la strada alla rescissione dei contratti.

di Guido Ambrosino

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Il Pd perde l’onda e va avanti con Casini

La suora, la segretaria generale della Cgil e l’avvocatessa di Fini e Andreotti. Queste tre donne che si avvicendano tra le altre sul palco di Roma non sono i tre volti della «santa alleanza» contro Berlusconi. Sicuramente non dovrebbero. Eppure è così che tra un dire e un non-dire il Pd va avanti dopo il successo planetario della manifestazione di domenica.

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