Berlusconi e il presidenzialismo, una “crostata” vecchia ma intrigante

Berlusconi e Alfano tirano fuori il presidenzialismo.
A pensar male ci si azzecca… come resocontavo il 22 dicembre 2011:

“Nel Pdl, visto l’exploit di Napolitano, cresce la voglia di puntare tutto sul presidenzialismo. Una tentazione che si appaleserà soprattutto l’anno prossimo, quando le urne si avvicineranno”.

 

La proposta del Pdl in via di decomposizione però prefigura un “patto della crostata” col Pd magari stantìo ma non privo di fascino per la leadership democratica.

Berlusconi lancia il presidenzialismo alla francese e adesca il Pd con la legge elettorale a doppio turno che elimina leghe territoriali, centro e sinistra. Fantapolitica mica tanto.

Bomba a Brindisi, prudenza e dolore bipartisan

Monti dal G8: «Un atto senza precedenti, l’eversione non ritornerà». Napolitano elogia la reazione delle piazze.

Per una volta le parole e i gesti sono stati più forti del dolore immenso che come un fulmine si è propagato in un sabato assolato in tutta Italia. Tanto più cauti istituzioni e inquirenti, tanto più forte il segno di migliaia di persone scese spontaneamente in tutte le piazze d’Italia. Una giornata di democrazia e di sangue.

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Acea, l’estate romana di Alemanno

Non passa in Campidoglio la svendita del servizio idrico. Nervi tesi nel centrodestra. L’ex An non esclude il voto anticipato in autunno per poter tornare alla Camera.

Alemanno, per ora, non passa. Anzi, la privatizzazione di Acea decisa dalla giunta di centrodestra torna in alto mare. Dopo l’incontro di ieri mattina con tutti i capigruppo capitolini, il sindaco di Roma ha annunciato che modificherà la contestatissima delibera 32 con un «maxiemendamento» e un testo collegato che sarà presentato in Campidoglio la prossima settimana. Per il sindaco o la va, o la spacca. Alla lettera. O passa la delibera oppure si dimette e Roma subirà le elezioni anticipate in ottobre.

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Vendita di Acea, Alemanno sempre più solo

La privatizzazione dell’Acea non è una vicenda locale. Le utility comunali del Nord-Ovest cercano di fondersi in un’azienda più grande e puntano ad allargarsi al Veneto e all’Emilia. L’azienda domina il centro e punta al Sud. Il sindaco vuole venderla da due anni nonostante il referendum. Ma è sempre più solo: litiga con i cittadini, con la sua stessa maggioranza e con i potenziali alleati. Oggi vertice decisivo in Campidoglio.
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Eppur ci siamo, dopo il fax dei liquidatori settimana decisiva per il manifesto

Presto o tardi, la testata sarà in vendita. Si potrebbe organizzare una nuova proprietà collettiva e diffusa. Sul mercato contro il mercato. Ieri l’assemblea in redazione, domenica a Bologna.

Per il manifesto è iniziata un’altra settimana di passione. Venerdì prossimo (salvo sorprese) dovrebbe tenersi il primo incontro formale con la troika di commissari liquidatori dopo il fax di «cessazione attività» che ci è arrivato all’improvviso l’11 maggio. E domenica 20 a Bologna – in una sede ancora da definire – andremo all’incontro nazionale organizzato dai nostri circoli.

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Editoria, la riforma per decreto

Il consiglio dei ministri vara i nuovi criteri per i contributi alla stampa ma non prende impegni sugli stanziamenti. Nel decreto legge nuovi rimborsi basati su occupazione e copie vendute. Ma l’erogazione effettiva slitta tra due anni, al 2014.

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Alla vigilia del voto tecnici e populisti perdono la bussola

Le urne per le elezioni amministrative si aprono, oggettivamente, in un paese allo sbando. Tra un governo non eletto e sempre più impopolare e partiti che non ispirano fiducia nemmeno ai propri iscritti , i quattro anni di crisi durissima che abbiamo alle spalle rischiano di sembrare una passeggiata.

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Il Pdl di «lotta» avverte il governo Monti

Dopo lo scontro con Monti, Alfano accelera e presenta oggi il suo ddl per le imprese Berlusconi mette in conto una sconfitta domenica e offre fiducia «condizionata» a questi ministri «provvisori».

Berlusconi e il Pdl sono prigionieri di questa maggioranza e di questo governo, l’unico senza propri ministri che nella loro lunga storia non hanno (finora) tacciato di essere comunista, ladro o illegittimo. Ma a giudicare da come stanno andando le cose (male), anche questa anomalia del rispetto delle forme istituzionali è prossima alla scomparsa.

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Nomine Agcom, la madre di tutte le battaglie

La partita sulle nuove nomine per l’Agcom (la delicatissima autorità di controllo sulle telecomunicazioni) è forse la più violenta tra le tante che sottotraccia governo e parlamento, ma anche i partiti di maggioranza tra loro, si scambiano da giorni.

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