La ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

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Ferite

Vorrei

occhi di baro

Piccole fessure a senso unico

Ovale da dio greco

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Lo scandalo

Lo scandalo del contraddirmi, dell’essere
con te e contro te; con te nel cuore,
in luce, contro te nelle buie viscere;

del mio paterno stato traditore
- nel pensiero, in un’ombra di azione -
mi so ad esso attaccato nel calore

degli istinti, dell’estetica passione

Pier Paolo Pasolini

Sperimentalismo realistico, IV

Dente di leone

Bombe emotive piovono

Sui resti di ciò che ero

Sotto un lampione

Davanti a una chiesa

 

Tu con un vestito bianco

O senza vestiti

Come un’onda di capelli neri

mi avvolge il profumo delle tue labbra

Sono un diamante dal sangue di vetro

 

Di tanti bicchieri di vino

Restano le briciole sulla tavola

L’applauso di una mano sola

I capelli bianchi non cadono

Giuro che ci siamo stati anche se oggi non ci siamo più.

 

Roma, 09/09

a mi.b.

 

Donne ’99

Donne come alberi gentili

riposano uomini sotto i rami.

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Chi sta in alto

Chi sta in alto dice: pace e guerra

di Bertolt Brecht


Sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
Sono come il vento e la tempesta.

La guerra cresce dalla loro pace
Come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
I suoi lineamenti orridi.

La loro guerra uccide
Quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

 

Factory, the working life

 

– Bruce Springsteen Live 1980
Factory

Early in the morning factory whistle blows,
Man rises from bed and puts on his clothes,
Man takes his lunch, walks out in the morning light,
It’s the working, the working, just the working life.

Through the mansions of fear, through the mansions of pain,
I see my daddy walking through them factory gates in the rain,
Factory takes his hearing, factory gives him life,
The working, the working, just the working life.

End of the day, factory whistle cries,
Men walk through these gates with death in their eyes.
And you just better believe, boy,
somebody’s gonna get hurt tonight,
It’s the working, the working, just the working life.

 

 

Una carezza a chi da stasera andrà a votare a Mirafiori.



Gianni Rodari, Giacomo di cristallo

Una favola molto istruttiva.

Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.

Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.
Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie. Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.

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Quanto più puoi

Farla non puoi, la vita,
come vorresti? Almeno questo tenta
quanto più puoi: non la svilire troppo
nell’assiduo contatto della gente,
nell’assiduo gestire e nelle ciance.

Non la svilire a furia di recarla
così sovente in giro, e con l’esporla
alla dissennatezza quotidiana
di commerci e rapporti,
sin che divenga una straniera uggiosa.


Costantino Kavafis


Sono una donna

Nessuno può immaginare

Quel che dico quando me ne sto in silenzio

Chi vedo quando chiudo gli occhi

Come vengo sospinta quando vengo sospinta

Cosa cerco quando lascio libere le mie mani.

Nessuno , nessuno sa

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