Per andare avanti con il federalismo serve una condivisione che sia ben più ampia di una semplice maggioranza parlamentare. Mentre il Pdl e Berlusconi incendiano i palazzi romani e gridano al colpo di stato dei pm, Bossi e Calderoli salgono al Quirinale per capire se e come procedere con quella che la Lega considera la «madre di tutte le riforme».
Le nubi minacciose della guerra totale inevitabilmente circondano il Colle più alto, che tutto vuole tranne che essere trascinato in un conflitto irreversibile tra le istituzioni. L’allarme è stato lanciato da tempo e non è mai cessato. E la preoccupazione del capo dello stato se possibile aumenta a ogni lancio di agenzia sul Cavaliere. Magra consolazione, l’incontro di Napolitano con i ministri leghisti è stato sereno nonostante sia stato preceduto per tutto il giorno dai tamburi di guerra suonati a palazzo Grazioli e palazzo Chigi.

