Archivio tag: conferenza stampa
Scudo salva-spread, il muretto di Berlino
Vieni avanti decretino, Passera prova a crescere, Monti taglia
Un colpetto di acceleratore con il decreto sviluppo del ministro Passera e una pestata forte sul freno con i tagli alla spesa pubblica elaborati da Giarda-Bondi sotto la regia del premier. Monti avvisa gli altri ministri e taglia dirigenti e personale di Palazzo Chigi e Mef. Varati due fondi presso la Cassa depositi e prestiti per la vendita degli immobili pubblici e delle società quotate.
Dopo 5 ore di consiglio dei ministri, il governo ha varato tre decreti legge: uno per la crescita (budget accertato 2 miliardi, impatto teorico secondo Passera 80 miliardi), uno sul riordino dei vigili del fuoco e un altro (in prospettiva il più importante) per i tagli alla spesa pubblica e le privatizzazioni.
I gattopardi da camera e la legge elettorale
Nella politica italiana non c’è sport più in voga del gioco del cerino. Prendiamo due temi molto tecnici e molto politici che stanno a cuore a tutti gli umili cittadini: la riforma elettorale e il finanziamento ai partiti.
In entrambi i casi, da anni e decenni, tutte o quasi le varie forze politiche innescano un gioco al rialzo, un paso doble, un coro di dichiarazioni fatto di punto e contrappunto che alla fine lasciano tutto come prima. L’autoriforma della politica è il trionfo dei gattopardi da Transatlantico. Continua a leggere
Vendola indagato a Bari, favorì il primario migliore
La saga della malasanità pugliese non smette mai di produrre nuovi episodi. Dopo gli ex assessori Frisullo e Tedesco stavolta nel mirino dei pm baresi finisce direttamente Nichi Vendola.

Il governatore di Sel ha ricevuto ieri un avviso di garanzia (conclusione indagini) da parte del procuratore aggiunto Giorgio Lino Bruno e dei pm Desirè Digeronimo e Francesco Bretone. Vendola è accusato di concorso in abuso d’ufficio insieme all’ex «Lady Asl» Lea Cosentino per la nomina di un primario, Paolo Sardelli, al reparto di chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo di Bari. L’annuncio ai giornalisti l’ha dato lo stesso governatore in una conferenza stampa a Bari.
L’Italia “dopo Cristo”, l’articolo 18 non c’è più
In pochi giorni l’Italia entra nell’era che Marchionne ha chiamato «dopo Cristo». Il governo Monti cancella in un colpo solo sia un metodo ultradecennale – la concertazione con le parti sociali in materia di lavoro – sia un sistema consolidato di welfare, tutele e ammortizzatori sociali a cominciare dall’articolo 18.
Prc e Liberazione, ore decisive
«Liberazione non può chiudere, non pochi giorni prima che si sblocchi la situazione dei fondi per l’editoria». Giornalisti e poligrafici del quotidiano di Rifondazione sperano in una soluzione almeno «temporanea». Continuano da mesi a occupare la redazione di via del Policlinico e si preparano, oggi pomeriggio, al quarto e temono ultimo incontro con l’editore alla Regione Lazio.
il manifesto, quarant’anni dalla vostra parte
DIstrazione
Il ministero dello Sviluppo ha avviato la procedura di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa del manifesto. Un passo inevitabile dopo i tagli del governo. Ecco quello che abbiamo fatto e quello che dobbiamo fare.
È il momento più difficile della storia quarantennale del manifesto. Chi ci segue sa che l’allarme l’avevamo lanciato da tempo. Che non era un «al lupo, al lupo» né una delle infinite crisi che con l’aiuto di decine di migliaia di sostenitori siamo riusciti a superare dal 1971 a oggi. Il ministero per lo sviluppo economico ha ufficialmente avviato la procedura di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa editrice del manifesto. Ma il giornale resta in edicola e rilancia. Perché non è finita finché non è finita.
Il manifesto non chiude e rilancia – il comunicato ufficiale

Il ministero per lo Sviluppo economico ha avviato la procedura di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa editrice il manifesto. Ma il giornale resta in edicola e rilancia.
L’editoria non profit sopravvivrà? Domanda di fine anno a Mario Monti
Matteo Bartocci del manifesto, domanda alla conferenza stampa di fine anno del presidente del consiglio Mario Monti (29 dicembre 2011).