Frequenze tv, Passera non le regala

Il ministro in aula: no al «beauty contest». Ma sull’asta si vedrà Sfuma la norma pro Mediaset. Il Pd insiste per la vendita. Domani il decreto in Cdm.

Per l’annosa questione delle frequenze tv domani potrebbe essere il giorno della verità. Il ministro Corrado Passera, durante il question time alla camera, ha annunciato che la sospensione del «beauty contest» sarà affrontata nel consiglio dei ministri di domani, tutto dedicato alle liberalizzazioni. «È mia intenzione rendere partecipe il Cdm delle decisioni che intendo assumere», spiega il super-ministro.

Continua a leggere

Gli 007 di Tremonti contro le banche

Francesco De Dominicis per Libero

Giulio Tremonti, il 20 settembre mattina, ha incontrato a Milano, il gotha della finanza. Ad ascoltare il ministro dell’Economia, a piazza Affari, c’erano, tra gli altri, parecchi esponenti delle banche italiane, compresi i pezzi da novanta Alessandro Profumo (Unicredit) e Corrado Passera (IntesaSanpaolo). Ironia della sorte, nelle stesse ore, a pochi chilometri di distanza da palazzo Mezzanotte, sede della Borsa italiana, gli 007 del fisco portavano avanti la maxi-inchiesta proprio sul settore del credito.

Partite a macchia di leopardo la scorsa estate (si veda Libero del 25 giugno), le indagini dell’amministrazione finanziaria stanno portando a galla un vero e proprio “sistema”, architettato dalle banche per pagare meno tasse, a metà strada tra l’elusione e l’evasione. Un articolato meccanismo, quello scovato dal fisco, messo in piedi dai principali gruppi creditizi del nostro Paese che consente di abbassare gli utili e nascondere un po’ di fatture. Con l’obiettivo finale, quindi, di versare meno denaro possibile nelle casse dell’Erario.

Continua a leggere

Il mezzogiorno di fuoco del Pdl

Ormai manca «solo il napalm». La sintesi di Margherita Boniver sullo stato del centrodestra basta da sola a descrivere la vigilia del vertice del partito che Berlusconi ha convocato a Roma. Oggi a mezzogiorno, a palazzo Grazioli, una quindicina di persone proveranno a decidere le sorti della legislatura. Oltre a Berlusconi e Gianni Letta, i triumviri, capigruppo parlamentari e vice anche alcuni dirigenti selezionati. Sicuramente Ghedini, Alfano, Alemanno e Matteoli.

Un appuntamento delicato al massimo. Il giocattolo berlusconiano è a pezzi. Con il premier ormai preso tra mille fuochi. Ai soliti «finiani» si sono aggiunti i movimenti dei cattolici di tutti i partiti  e i «falchi» di ogni grado e origine che dalla tregua hanno solo da perdere.

Continua a leggere