Mentre al senato il Pd depone le armi e accelera al massimo il via libera al ddl stabilità, alla camera inizia oggi un’altra partita perfino più significativa della finanziaria di fine anno. Logico che se ne parli molto meno, perché la legge di attuazione del pareggio di bilancio in Costituzione (in ossequio al «fiscal compact») è imbarazzante per tutte le forze politiche appena entrate in campagna elettorale.
Archivio tag: decreto
Mezzo Pdl non vota il fiscal compact negoziato da Berlusconi
«Siamo davanti a un importantissimo passaggio nel percorso di costruzione europea, con nuove e sostanziali cessioni di sovranità, è un momento storico e insieme possiamo farcela», afferma il ministro per gli affari europei Enzo Moavero di fronte a un’aula della camera mezza vuota e soprattutto terrorizzata dal «generale agosto» e dalle voci di una nuova manovra del governo.
Montecitorio ha approvato definitivamente in un paio di giorni di non-dibattito i trattati di ratifica del «fiscal compact» e del «Mes», il fondo salva-stati (o salva-banche) dell’eurozona. Di fatto, la cessione di sovranità che Moavero tanto elogia, è al vaglio delle corti costituzionali della Francia e della Germania.
Vieni avanti decretino, Passera prova a crescere, Monti taglia
Un colpetto di acceleratore con il decreto sviluppo del ministro Passera e una pestata forte sul freno con i tagli alla spesa pubblica elaborati da Giarda-Bondi sotto la regia del premier. Monti avvisa gli altri ministri e taglia dirigenti e personale di Palazzo Chigi e Mef. Varati due fondi presso la Cassa depositi e prestiti per la vendita degli immobili pubblici e delle società quotate.
Dopo 5 ore di consiglio dei ministri, il governo ha varato tre decreti legge: uno per la crescita (budget accertato 2 miliardi, impatto teorico secondo Passera 80 miliardi), uno sul riordino dei vigili del fuoco e un altro (in prospettiva il più importante) per i tagli alla spesa pubblica e le privatizzazioni.
Un Monti molto Tremonti si aggira per l’Europa
Idee poco chiare a Bruxelles. Integrazione bancaria forse a ottobre e Tobin Tax solo per chi ci sta non calmano lo spread con la Germania (a 470 per l’Italia e a 520 per la Spagna). Il Colle e Palazzo Chigi non rinunciano al rigore. Ma temono gli agguati in patria e si appellano all’Europa. In Parlamento Monti va avanti sulla difensiva: chiede gli eurobond a Berlino e più unità alla sua rissosa maggioranza. Poi rispolvera le privatizzazioni pensate dal suo predecessore e sullo «sviluppo» imbriglia Passera.
Vendita di Acea, Alemanno sempre più solo
La privatizzazione dell’Acea non è una vicenda locale. Le utility comunali del Nord-Ovest cercano di fondersi in un’azienda più grande e puntano ad allargarsi al Veneto e all’Emilia. L’azienda domina il centro e punta al Sud. Il sindaco vuole venderla da due anni nonostante il referendum. Ma è sempre più solo: litiga con i cittadini, con la sua stessa maggioranza e con i potenziali alleati. Oggi vertice decisivo in Campidoglio.
Continua a leggere
Editoria, la riforma per decreto
Napolitano e Monti, la Repubblica è entrata in riserva
Assedio al governo per la «crescita». Lunedì Monti vara la riforma fiscale, martedì vertice con i segretari A Montecitorio il decreto s’allarga. Verso pagamento dell’Imu in tre rate, furiosi i comuni.
Il clima attorno ai «tecnici» è decisamente cambiato. Non solo perché la luna di miele tipica di tutti i primi «cento giorni» di ogni governo è ormai alle spalle. E’ cambiato perché la crisi economica scoppiata nel 2008 deve ancora cominciare. Se tutti i sindacati e tutte le associazioni di imprenditori protestano e lanciano l’allarme sull’economia «reale» del paese un motivo c’è. Se Monti salvasse la patria “uccidendo” gli italiani, tutti gli sforzi fatti finora (vedi la Grecia) sarebbero vani. Peggio, crudelmente dannosi.
Imu, per i tecnici della camera nuove norme “incostituzionali”
Casa e supertasse Già 400 gli emendamenti a Montecitorio. Il Pdl apre la campagna elettorale e punta su un pagamento a rate della mega-patrimoniale da 31,4 miliardi. Oggi vertice Alfano-Monti.
Dopo il tragico «errore» sugli esodati arriva anche quello sull’Imu, la nuova tassa sugli immobili in vigore da quest’anno. Secondo i tecnici della commissione Finanze della camera le modifiche fatte da parlamento e governo nel passaggio al senato sono addirittura «incostituzionali».
Liberalizzazioni, il governo si prepara a graziare le banche sulle commissioni
Ha avuto un cammino molto tormentato ma il decreto liberalizzazioni è legge. Con 365 sì e 61 no (contrari solo Idv e Lega) la camera ha dato il via libera definitivo alle misure varate dal governo a fine gennaio.
Monti, presente in aula al voto finale, è naturalmente soddisfatto per il secondo tassello del «cresci Italia» ma il suo governo non ha certo fatto una bella figura su un terreno principe del curriculum europeo e internazionale del premier. Nel merito c’è già chi chiede un secondo decreto liberalizzatore.
Di sicuro, per esempio, ci sarà un intervento correttivo sull’abolizione delle commissioni bancarie decisa dal senato. A febbraio infatti Palazzo Madama ha cancellato tutte le commissioni su linee di credito, affidamenti e scoperti. L’Abi era insorta e i vertici, Mussari in testa, si erano dimessi per protesta denunciando possibili mancati ricavi per 10 miliardi di euro. La maggioranza Pd-Pdl-terzo polo (tranne Fli), poco dopo, ha ammesso “l’errore” come se nulla fosse e ieri è stato approvato un ordine del giorno che chiede al governo di intervenire. Lo farà immediatamente: forse già oggi con un minidecreto legge, prima della pubblicazione in gazzetta ufficiale in modo che il taglio non sia mai esistito.