Doveva essere una celebrazione sul passato della professione e una riflessione seria sul futuro dell’informazione ai tempi della crisi. E invece il centenario del primo contratto collettivo dei giornalisti presso la sede della Fnsi è diventato il teatro di uno scontro senza precedenti tra la ministra Elsa Fornero e il gotha istituzionale della stampa italiana.
La professoressa torinese è entrata nel convegno come un elefante in una cristalleria. «Voi giornalisti siete dei privilegiati. Forse per la vostra vicinanza al potere politico».
Un intervento tutto col dito alzato, davanti a una selva di telecamere. «Anche voi giornalisti dovete sperimentare la durezza di un mondo che non fa sconti a nessuno. Se fanno i sacrifici gli operai della Fiat li dovrete fare anche voi. Come per l’idraulico polacco anche per voi vale la competizione. Le cose possono essere prodotte da noi o da altri, in un mondo globalizzato non esistono più recinti protetti».
Che l’informazione sia una «cosa» come le altre non era mai stato detto pubblicamente da nessun ministro. Viva la sincerità. Che la cronaca locale di Cremona o la giudiziaria di Trani possano farla cronisti di Bucarest o Bangalore non era ancora venuto in mente a nessun editore, ma chissà, niente limiti alla potenza del mercato.
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