Guerra al «Corriere della Sera», i banchieri litigano e tagliano

Debito a quota 900 Dall’ad Scott Jovane piano shock: redazione tagliata di un terzo (-110 giornalisti) e 270 esuberi tra i poligrafici

Via Solferino sembra diventata Fort Alamo. O quasi. Alla storica sede del Corriere della Sera (probabilmente in vendita ma forse no) oggi non si presenterà nessuno. Per due giorni niente giornale in edicola a causa dello sciopero della redazione e dei lavoratori contro il maxi piano di tagli presentati dall’ad di Rcs Pietro Scott Jovane.

I manager hanno annunciato 270 esuberi tra personale amministrativo e grafici della sede di via Rizzoli. Inoltre si discute di una riduzione di 110 giornalisti al Corriere della Sera (su 355), della riduzione del contratto integrativo e della chiusura di tutte le sedi all’estero.

Continua a leggere

il manifesto, abbiamo una banca (e un nuovo formato)

Abbiamo, avete, una banca. Etica, perfino. Fassino ci scuserà della citazione ma è per un buon motivo. Nella sua nuova vita dopo la liquidazione decretata l’anno scorso, la cooperativa del manifesto ha scelto Banca Etica come suo partner finanziario.

Questo giornale è «una forma originale della politica» e in tempi di relazioni incestuose tra banche e potere (Siena insegna) abbiamo deciso di prendere una strada completamente diversa. Forse più impegnativa ma trasparente e sostenibile. Pubblica e indipendente dai buoni uffici nelle sedi centrali. In queste prime settimane di vita il neonato manifesto sta prendendo molte decisioni importanti. Editoriali, industriali e finanziarie.

Continua a leggere

Pro Patria di Ascanio Celestini, l’utopia senza sbarre

 

«Governammo senza prigioni e senza processi». Il giudizio di Mazzini sull’esperienza generosa e sfortunata della Repubblica Romana del 1849 è una frase rivoluzionaria. Tanto più oggi, nell’Italia dei Fiorito e dei questurini dattilografi. Una frase che è uno dei leitmotiv di Pro Patria, l’ultimo spettacolo di Ascanio Celestini in scena fino al 14 ottobre al teatro Vittoria di Roma.

Due ore di monologo interrotte soltanto da cinque sorsi d’acqua. Una scena claustrofobica come una cella, un quadrato 2 metri per 2 e uno sgabello. Lo spazio fisico e metaforico in cui un detenuto parla con Giuseppe Mazzini mescolando eroiche gesta risorgimentali, slang da penitenziario e poche sentenze del Tractatus di Wittgenstein.

Continua a leggere

Spread costituzionale

L’Alta Corte tedesca a settembre deciderà sul «fiscal compact». Quella italiana sulle intercettazioni del presidente della Repubblica. La differenza con Berlino non riguarda solo i Btp.

 

dal manifesto del 20 luglio 2012

Il duro lavoro della Fiom

Oggi l’incontro con tutti i big di partito. A Roma Landini mette tutto il centrosinistra intorno a un tavolo. Si discute di cose serie: diritti e manomissione dell’articolo 18. Di Pietro studia il piano B con Grillo

Continua a leggere

Napolitano e Monti, la Repubblica è entrata in riserva

Assedio al governo per la «crescita». Lunedì Monti vara la riforma fiscale, martedì vertice con i segretari A Montecitorio il decreto s’allarga. Verso pagamento dell’Imu in tre rate, furiosi i comuni.

Il clima attorno ai «tecnici» è decisamente cambiato. Non solo perché la luna di miele tipica di tutti i primi «cento giorni» di ogni governo è ormai alle spalle. E’ cambiato perché la crisi economica scoppiata nel 2008 deve ancora cominciare. Se tutti i sindacati e tutte le associazioni di imprenditori protestano e lanciano l’allarme sull’economia «reale» del paese un motivo c’è. Se Monti salvasse la patria “uccidendo” gli italiani, tutti gli sforzi fatti finora (vedi la Grecia) sarebbero vani. Peggio, crudelmente dannosi.

Continua a leggere

Politici in tv, il Pd si inventa una par condicio “sessuata”

Forse perché ieri era il primo anniversario di «Se non ora quando», sta di fatto che il Pd, in commissione Affari costituzionali alla camera, ha aggiunto alle regole della «par condicio» televisiva anche la parità di quote tra candidati donne e candidati uomini in campagna elettorale. L’emendamento, a prima firma della democratica Sesa Amici, aspetta ora il voto dell’aula.

Continua a leggere

Il manifesto non chiude e rilancia – il comunicato ufficiale

Il ministero per lo Sviluppo economico ha avviato la procedura di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa editrice il manifesto. Ma il giornale resta in edicola e rilancia.

Continua a leggere

Dagli Usa venti di guerra su Angela

Anche i tedeschi devono pagare la crisi e aiutare il resto d’Europa. Sulla stampa mondiale è tutti contro tutti. Secondo il «Wall Street Journal» Merkel chiese a Napolitano le dimissioni di Berlusconi. Tra polemiche e smentite il giornale mette la Germania con le spalle al muro: è tanto onnipotente quanto inefficace nel salvataggio dell’euro.

Nel pomeriggio del 20 ottobre la cancelliera tedesca Angela Merkel ha telefonato al presidente della Repubblica per chiedergli molto gentilmente di «sostituire» un Silvio Berlusconi «troppo debole»: se l’Italia non riesce a cambiare, allora cambiate il primo ministro, bitte.

Lo scrive il Wall Street Journal in una lunga inchiesta pubblicata ieri. L’articolo di Marcus Walker, «basato su due dozzine di interviste a politici internazionali e documenti riservati», rivela come la Germania ha fronteggiato il «pericolo Italia» imponendo il suo potere su «un’Eurozona divisa». Deutschland über alles. E i due capigruppo del Pdl insorgono. Gasparri paragona in modo paradossale la Merkel a Hitler, Napolitano a Petain e Monti a Quisling. Mentre Cicchitto tira in ballo «la nota ostilità di potenti forze statunitensi contro l’euro».
Continua a leggere

99% contro l’1%? Non proprio, guarda qui

Uno splendido video del Guardian sulla crisi americana.

Non è il 99% contro l’1%. Ma lo 0,o1% contro il 99,99%. Ecco perché in un video di inchiesta che Repubblica non sarebbe nemmeno in grado di concepire.

We are the 99,99% – dal Guardian

I dati e le statistiche alla base di questo lavoro li trovi qui, sul Guardian.